ciò che stava al principio di Me stesso
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che dette origine al desiderio immenso
di concretizzarsi sempre più,
affinché non avesse a essere solo il Mio Spirito divino
a godere di questi principi di bene,
senza che questi avessero modo di esternarsi,
da Me stesso fuori di Me stesso,
dallo Spirito alla materia,
in principi primordiali senza aneliti di spirito
(poiché questi già esistevano, in potenza ma non in
atto),
pronti a mescolarsi in due linee convergenti
che a poco a poco andavano crescendo
sotto il Mio occhio attento e vigile,
felice di constatare che era buono
ciò che lentamente andava formandosi
in catene misteriose di cui lo ero il promotore e l'eccitatore,
che da sole si formavano perché da sole progredivano
e da sole si intrecciavano sulle leggi Mie divine
che già in esse esistevano
perché da Me, comunque, provenivano.
Spirito nello Spirito e ora materia nella materia,
che a Me obbediva perché comunque da Me proveniva,
nei principi e nelle leggi,
nel comando di essere e di esistere,
in una scala di progresso che da immobile mobile la rendeva,
che da fissa agile e in moto, a ubbidire a delle leggi,
di crescita spontanea prima (le piante)
a crescita provocata poi (gli animali)
e ricercata in una lentissima costruzione di forme
da semplici a sempre più complesse
obbedienti a leggi da semplici a sempre più complesse.
E poi l'uomo - incontro meraviglioso di spirito e materia:
Io stesso all'interno,
centro motore e promotore di scelte e di pensiero,
un'anima pensante e un corpo facente,
una mente elaborante e un cuore promuovente,